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Mia Photo Fair 2018

Bello il Mia, bello essere nel mezzo di un vero e proprio tour de force fatto di incontri, saluti, sorrisi, scambi di idee, visioni e pensieri. Esserci non solo come semplice visitatore, ma soprattutto come fotografo. E’ solo che all’inizio era la fotografia e si chiamavano fotografi. Adesso si chiamano artisti, sperimentatori di linguaggi, performer di immagini in movimento, innovatori del click o, in rari casi, semplicemente photoartist. Ma, al di là di tutto rivedere Graziella Vigo con i suoi due progetti "Portrait" e "Verdi on Stage”; immergersi con la galleria Jörg Maaß Kunsthandel di Berlino e Contrasto Galleria di Milano con grandi maestri come Mario Giacomelli, William Klein, Sebastião Salgado, Ferdinando Scianna; Galerie Frederic Got di Parigi con Annie Leibovitz, Harry Benson e Steve McCurry non aveva prezzo. Che dire dell’archivio di Carla Cerati, un bene comune da tutelare, un patrimonio di fondamentale importanza e lei, una donna straordinaria che se ne è andata in silenzio, nel silenzio dei media e dell’arte in generale. Bellissimo il progetto realizzato da Platon con 17 ambasciatori della sostenibilità. Intenso e gratificante discutere di fotografia con Claudio Montecucco, che non conoscevo ma che mi ha lasciato un piccolo grande segno ….


E’ mancato Settimio, cioè non in quel senso lì, bensì che non c’era, era in ospedale. Ma quanta gente ho visto al suo stand mi ha impressionato. Vogliamo tutti bene a Benedusi, e quando lui non c’è manca sempre qualcosa di veramente unico.


Comunque al di là dei gusti personali nei confronti dei singoli artisti, sta diventando un vero rito collettivo che dà modo, a chi – come me – che di immagine vive, di riflettere bene sulla loro natura e sulla loro percezione. Ecco per voi degli scatti di quello che porto con me di questo MIA edizione 2018.


© Francesco BARILARO

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